Progetto Avamposto – We are standing on the edge
Avamposto è un progetto complesso sull’Italia del secondo dopoguerra e dello stragismo rivolto a giovani, che ha previsto azioni molteplici e finanziato dalla Regione e dalla Fondazione Friuli:
1) Una serie di conferenze storiche presso Villa Mangilli Schuberte a Marsure (prof.sse Emanuela Traversaro e Valentina Piccinno, prof. Enrico Petris e prof.ssa Anna Di Gianantonio)
2) Un laboratorio teatrale, storico e musicale con ragazzi
3) La scrittura di un testo con la consulenza di Valentina del Toso
4) Un laboratorio di Lego Serious Play condotto dal prof. Sergio Pratali sul tema del confine
5) L’allestimento e 5 repliche dello spettacolo EDGE, frutto del percorso
6) Un corso di podcast condotto da Marco Iacobelli e la realizzazione dello stesso
7) La realizzazione di un Atlante sonoro del confine curato da Cristina Spadotto, come pure tutte le musiche del progetto
8) L’ISIS D’Aronco, partner di progetto, ha realizzato autonomamente un proprio lavoro sugli argomenti trattati, intitolato “Fantasmi del bosco”, che nella replica al Teatro Palamostre si è fuso col nostro spettacolo
Edge
Di Valentina del Toso e Federica Sansevero
Regia Federica Sansevero
Musiche di Cristina Spadotto
Con: Matilde Autero, Elettra Nardicchia, Lorenzo Pennesi, Elia Saccardo, Francesco Tosatto
Lo spettacolo affronta due episodi cruciali della storia del Friuli-Venezia Giulia: l’Eccidio di Porzûs (febbraio 1945), in un contesto di tensioni politiche legate alla Guerra Fredda e alle ambizioni territoriali jugoslave, e la Strage di Peteano (1972), un attentato neofascista depistato per anni a danno di innocenti. I due eventi vengono trattati non come verità assodate, ma come labirinti di memorie contrastanti, teorie storiche e manipolazioni del potere.
La forma drammaturgica è volutamente ibrida e giocosa: mescola quiz show, teatro di narrazione, clownerie, musica dal vivo e scene corali, per rendere accessibili contenuti storici complessi e usa il grottesco per raccontare l’indicibile. Questa scelta rispecchia l’obiettivo centrale del progetto: trasformare la memoria storica in esperienza performativa immediata, capace di stimolare senso critico e cittadinanza attiva nei giovani e non solo.
EDGE è un dispositivo teatrale agile, replicabile in contesti diversi — che mette il Friuli al centro.
L’atlante del confine
L’atlante del confine
Edge · Teatro del silenzio
Il confine orientale italiano, terra contesa per tutto il Novecento tra l’Italia e il mondo slavo, è stato teatro di violenze che la memoria fatica ancora a ricomporre: l’eccidio di Porzùs del 1945, in cui i partigiani si uccisero tra loro, e la strage di Peteano del 1972, un attentato a lungo depistato. Due ferite lungo la stessa linea.
Da qui nasce «Avamposto — We are standing on the edge», progetto teatrale e drammaturgico per giovani dai 16 ai 28 anni (Bando Regionale Cultura Giovani 2025, con il sostegno della Fondazione Friuli): una versione agile della produzione professionale P3 — Porzus. Peteano. Petrolio. Con la consulenza di Valentina del Toso, l’ensemble ha attraversato conferenze, laboratori e prove fino allo spettacolo Edge.
Questo atlante raccoglie il lavoro sonoro di quel percorso: una mappa dei luoghi in cui quella storia si è fatta strage e depistaggio. I numeri seguono l’ordine dell’ascolto — il montaggio audio costruito con i ragazzi, dalla telefonata che innesca tutto fino al canto finale. Clicca un luogo per leggere cosa accade in scena e la scelta sonora.
Clicca un luogo della mappa per leggere cosa accade in scena, la citazione dal copione e la scelta sonora di quel momento del montaggio.
L’ascolto
Nello spettacolo le voci risuonavano dry, nude. Qui sono state rielaborate in un unico montaggio sperimentale che intreccia elettronica e giri di accordi presi dal folk tradizionale, riarrangiati in stile moderno insieme ai ragazzi. Si va dalla telefonata originale, dilatata in eco, alle voci lavorate con timbri metallici e modulazioni alienanti, fino alla canzone finale — l’unica lasciata completamente pulita, perché lì la voce dei ragazzi doveva restare libera. Sono sei tempi che si sovrappongono come, nella memoria, si sovrappongono le versioni di una stessa storia.

